L'emozione di un grande Marsala
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Data di pubblicazione : |
giovedì, 26 gennaio 2012 |
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Pubblicato da : |
MarsalaTurismo Via Armando Diaz, 66 91025 - Marsala (TP) |
ROMA - Alcuni giorni fa, a tavola per scrivere la recensione di un ristorante mi sono imbattuto nella carta dei vini dolci al bicchiere dalla quale spiccava il Marsala Florio riserva 1994. Quello con le pubblicità dell’omonima Targa? ho chiesto pensando alle figure stilizzate in stile Anni Trenta per ricordarmi che fosse proprio l’annata che avevo in mente. Così per pochi euro - bellezza dei vini al bicchiere - ho potuto riassaporare uno dei vini che due anni fa, in occasione della sua uscita, più mi impressionò in quella stagione. Ricchissimo di profumo da riempire una stanza solo col suo stare nel bicchiere e da vicino così tipico e anche scorbutico per quella nota che i francesi chiamano con eleganza “ranciò”, i cinici “pollaio” e tecnicamente è una lieve acidità volatile contenuta anche nei vinsanti talvolta. Grasso in bocca come un brodo d’oca, opulento, eppure fresco da lasciare sul palato i gusti di noce, nocciola e tabacco da pipa. Uve grillo, cataratto, inzolia, ma non è l’uva a fare grande il Marsala. Sono il sole della Sicilia e il tempo. Guardate nelle cantine di casa o dei nonni, una vecchia bottiglia di Marsala rispunta sempre e spinge al racconto.