La Riserva dello Stagnone costituisce nell’immaginario collettivo la cartolina di Marsala per eccellenza, grazie alla presenza dei mulini a vento che, alternandosi alle enormi dune bianche di sale, rendono il paesaggio simile a un quadro d’altri tempi.
La riserva prende il nome dallo "Stagnone", una laguna che si estende da Capo Boeo fino a San Teodoro e che comprende anche quattro isole: Mozia, Isola Grande, Schola e Santa Maria.
È la più vasta della Sicilia ed è caratterizzata da acque molto basse (1-2 mt. e spesso non più di 50 cm).
La Riserva Naturale dello Stagnone si estende dal litorare di Marsala, che guarda l'arcipelago delle Egadi, e proseguendo fino alla città di Trapani.
La Laguna non esisteva ai tempi delle colonizzazione fenicia di Mozia, si è formata infatti in tempi relativamente recenti, in seguito ai movimenti della sabbia che hanno creato l'Isola Grande intorno ai due originari isolotti.
La nascita dell'isola ha chiuso una parte di mare in origine aperta. La mancanza di correnti necessarie al ricambio ha fatto in modo che l'acqua diventasse stagnante, con una temperatura al di sopra del normale.
La caratteristica principale della Riserva è sicuramente la presenza delle Saline, vasche artificiali per l’estrazione del sale create sulla costa in tempi antichissimi, sotto la dominazione Fenicia e ancora oggi funzionanti.
La Via del sale, che si snoda lungo la litoranea, porta alle saline di Genna, Ettore e Infersa.
Le saline in passato rappresentavano l'attività principale dello Stagnone che si esercitava facendo evaporare l'acqua incanalata in speciali laghetti, per poi raccogliere il sale.
Basti pensare che negli anni Cinquanta Marsala vantava ben nove saline che occupavano una superficie di quasi 450 ettari, per una produzione complessiva di 53.000 tonnellate di sale.
Oggi ne funzionano soltanto quattro e la superficie interessata è diminuita a 205 ettari, con una produzione fortemente ridotta a sole 25.000 tonnellate a causa degli alti costi di lavorazione e del personale addetto alla cura della salina.
Il pompaggio dell'acqua e la macinazione del sale erano svolte per mezzo dei mulini a vento, come il Mulino Ettore Infersa, dove è possibile visitare il Museo del Sale.
Tra le caratteristiche che rendono unica la Riserva c’è comunque anche la presenza di numerose specie di pesci (orate, spigole, triglie, anguille, saraghi, seppie, polpi, crostacei e via dicendo). L’alta temperatura delle acque della laguna e la scarsa profondità dei suoi fondali rendono infatti lo Stagnone un habitat ideale per la deposizione delle uova e per il ripopolamento ittico, peraltro tutelato dal regolamento della Riserva che prevede il divieto di caccia e di pesca subacquea e con le reti. Anche la pesca sportiva (attraverso lenze e nasse), pur essendo consentita, è opportunamente regolamentata.
Ma lo Stagnone è un piccolo paradiso anche per gli appassionati di ornitologia. In determinati periodi dell’anno ospita infatti diverse specie di uccelli migratori (cavalieri d’Italia, anatre selvatiche, aironi e fenicotteri bianchi o rosa) che qui nidificano o transitano durante le loro migrazioni.
La Riserva dello Stagnone accoglie inoltre una rigogliosa vegetazione tipica degli acquitrini salmastri mediterranei: la Palma nana, i giunchi e le salicornie.
Museo del sale
Contrada Ettore Infersa
Tel. 0923 733003
Aperto tutti i giorni dalle 09.30 alle 20.00 Ingresso:
Adulti € 5.00
Comitive (più di dieci persone) € 4.00 a testa
Bambini € 1.50