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Chiesa di San Pietro

La Chiesa di San Pietro (oggi chiusa al culto) è inserita nell’omonimo Complesso Monumentale, oggi centro culturale polivalente della città di Marsala, che fu fondato dalla nobildonna Adeodata nel 595 d.C., anno in cui ottenne da papa Gregorio Magno l’autorizzazione a trasformare la propria casa in un monastero dedicato a San Pietro e ai martiri Lorenzo, Ermete, Pancrazio, Sebastiano e Agnese. Sul finire del XIII secolo, con l’arrivo a Marsala dei padri Domenicani, il monastero subì un deciso ampliamento e vi fu aggiunta la Chiesa dedicata a San Pietro, acquistata dall’abbadessa Pina nel 1418.

La facciata principale fu costruita nel 1569 ed è dominata da un ampio rosone a raggiera di balaustrine con il risultato di creare un bell’effetto di movimento e di alleggerimento della struttura. Il portale è sormontato da un frontone triangolare, di evidente gusto rinascimentale e che imprime alla struttura un certo carattere monumentale, nel quale sono raffigurate le chiavi e la tiara, simboli di San Pietro primo papa. Sopra il portico d’ingresso, definito da tre archi appoggiati su due colonne, è collocato il coro che presenta una balconata in legno e una inferriata settecentesca.

L’interno della Chiesa, a pianta basilicale ad unica navata, dispone di quattro altari laterali e di un’abside quadrata. Una lapide posta a destra dell’ingresso ci ricorda il 20 settembre 1716, giorno della consacrazione della Chiesa; un’altra lapide posta a sinistra, invece, ricorda il nome della sua fondatrice, l’abbadessa suor Brigida de Lazaro.

Da notare, sempre a destra dell’ingresso, una elegante acquasantiera di scuola gaginesca del 1583. Sulla volta della Chiesa si può ormai solo intravvedere ciò che resta di un affresco del pittore trapanese Domenico La Bruna. Sull’altare maggiore, infine, sormontato da una cupola semosferica, si trova una tela raffigurante i Santi Pietro e Paolo risalente al XVII secolo.