Sapori e passioni di Sicilia a Marsala
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Data di pubblicazione : |
martedì, 10 maggio 2011 |
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Pubblicato da : |
La Stampa Editrice S.p.A. Via Marenco, 32 10126 - Torino (TO) |
Siciliamo? Sì, volentieri. E' gaudente il neologismo inventato dagli organizzatori della rassegna internazionale dedicata ai sapori e ai profumi, e alle passioni che la Sicilia suscita inguaribilmente nei viaggiatori, sin dai tempi del Grand Tour. Nell'anno delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia, la terza edizione di “Siciliamo” non può che essere varata, mercoledì 11 maggio, da un caicco che, a ricordo dell'impresa compiuta dai mille capitanati da Giuseppe Garibaldi, partendo dal porto di Trapani sbarcherà a Marsala. Dove, però, anziché guardare verso le giubbe rosse che vengono dal mare, gli spettatori volgeranno lo sguardo verso il cielo per ammirare gli aquiloni nell'ambito dello spettacolo “Emozioni a naso in su”, mentre al Convento del Carmine si potrà visitare la mostra “Articolo 9, viaggio pittorico attraverso il paesaggio della Nazione” .
Negli stand imbanditi anche nella zona del Porto sarà servito, come da tradizione isolana, un bengodi di prelibatezze locali, dagli arancini alle cassatelle, ma anche il pane nero di Castelvetrano, i vini marsala e i passiti, da provare, insieme alle grappe e ai sigari, offerti nell'atrio del Comune sulle note della Fanfara del 12° Battaglione Carabinieri Sicilia che si esibirà nel complesso monumentale di S. Pietro, in attesa dei fuochi di artificio che come una Santa Barbara incendieranno il cielo di Marsala. La stessa emozionesi prova salpando dalla laguna dello Stagnone alla volta della vicina Mozia, l'isola punica, un tempo collegata alla terraferma anche da un corridoio “segreto” situato pochi centimetri sotto l'acqua, ove la statua del Giovane, custodita nel museo Whitaker mostra le sue forme conturbanti. Così come è piacevole lasciarsi accarezzare dai raggi del sole che tramonta imporporando le vasche, i mulini e i coralli di sale e resine – li realizza a mano la designer Daniela Neri - delle saline Ettore e Infersa: è questa l'ora ideale per salire sino a Erice in funivia, e passeggiare nelle strette stradine del borgo Medioevale, toccare le campane della torre, restando immancabilmente incantati dalla vista della facciata con pronao della Chiesa Matrice risalente al Trecento. Incomparabile appare anche la bellezza del Satiro Danzante, il simbolo di un'altra cittadina siciliana poco lontana, Mazara del Vallo, la statua bronzea del “ballerino” greco rivenuto 13 anni fa da alcuni pescatori coi suoi capelli a ciocche finemente incise, che protende in avanti le braccia e solleva la gamba, quasi stesse per spiccare un balzo, e quegli occhi, in calcare alabastrino, ipnotizzanti, difficili da dimenticare.
Nella sera di giovedì nell'ambito di Siciliamo andrà in scena al Teatro Impero di Marsala la rappresentazione di “Qualcuno ha ucciso il generale” presentato da Pino Caruso su testo tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore Matteo Collura. Venerdì 13 i busker, gli artisti di strada, animeranno le vie e il lungomare di Marsala, mentre nel Complesso Monumentale di S. Pietro gli chef si sfideranno per meritarsi la forchetta di migliore cuoco dell'isola: cous cous e pesce non potranno mancare, ma sono annunciati anche piatti a sorpresa. Anche se Franco Califano, poco più tardi, si esibirà in concerto, non è vero che... tutto il resto è noia. Almeno in questi giorni che fanno da preludio alla lunga estate.
Anche sabato 14 maggio e domenica 15 maggio, infatti, sono previsti tanti eventi, da “L'arte sboccia a tavola” con i maestri floreali che creeranno in Piazza della Repubblica composizioni artistiche con tasselli di petali alla dolcissima tenzone di... cassata, preparata dagli studenti delle scuole alberghiere sino al concerto del gruppo rock siciliano dei Tinturia, per chiudere con l'elezione dello chef vincitore di questa rassegna. Chissà se verrà portato in trionfo, come Garibaldi, nei luoghi più pittoreschi di Marsala,che a maggio profuma di zagare e rose, dai quartieri spagnoli in cui ancora sorgono i palazzi cinquecenteschi che furono innalzati durante la dominazione dei soldati giunti da Madrid, al sagrato della barocca Chiesa Madre, accanto alla quale sorge il Museo degli arazzi fiamminghi risalenti al tardo Cinquecento, trame delicate e preziose come la Venere di Marsala conservata al Museo Archeologico Baglio Anselmi. Aspettare il rientro dei peschereggi con le reti colme, ascoltare il vociare pizzicata arabeggiante dei pesatori, seguire il volo dei gabbiani che si posano sulle cupole maiolicate della Chiesa del Purgatorio, così come mangiare una granita al gelso al Lido Signorino sono, in fondo, voci del verbo “siciliare”.
Food & Wine
10/05/2011 - Luca Bergamin