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Intervista al professor Enrico Acquaro, docente di archeologia fenico punica - Università di Bologna

Data di pubblicazione : sabato, 13 ottobre 2012
Pubblicato da : MarsalaTurismo
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91025 - Marsala (TP)
Marsala apre le porte all’università di Bologna. Il professor Enrico Acquaro, docente di archeologia fenico punica, che a breve inizierà con il suo staff di studenti archeologi una nuova campagna di scavi a Mozia, ha incontrato il sindaco Giulia Adamo e gli assessori Patrizia Montalto, alla cultura, ed Eleonora Lo Curto, alla pubblica istruzione. E’ stata l’occasione per gettare le basi di una collaborazione tra l’amministrazione comunale e il prestigioso ateneo bolognese affinché Marsala, attraverso il suo Centro studi fenicio-punico, diventi laboratorio di ricerca e di studio per universitari e giovani archeologi.

L’accademico ha tenuto anche una Conversazione archeologica su “Le tre Mozie di Tommaso Fazello e le attuali ricerche a Mozia-San Pantaleo”, sottolineando il valore illuminante delle fonti storiche utilizzate da questo frate domenicano, vissuto nel 1500, che scrisse il De Rebus Siculis Decades Duae, il primo libro sulla storia della Sicilia.

Nella bellissima sala conferenze della Biblioteca Comunale, il professor Acquaro ha parlato di ricerca archeologica basata non solo sulla stratigrafia, ma soprattutto sulle fonti documentali e storiche che consentono sempre nuovi spunti di riflessione, di studio e di approfondimento. La conversazione dell’archeologo è stata presentata dalla dirigente della soprintendenza di Trapani Rossella Giglio, consulente scientifico dell’intera rassegna che si è conclusa a fine settembre con la partecipazione di un altro accademico, il professor Lorenzo Nigro dell’Università “La Sapienza” di Roma, che ha presentato i risultati dell’ultima campagna di scavi a Mozia.

La presenza a Marsala di Enrico Acquaro ha segnato l’inizio di una nuova stagione di iniziative e appuntamenti sull’archeologia nell’ambito delle attività culturali del Comune, dirette dalla dottoressa Milena Cudia, con la collaborazione della Cooperativa Lilybaeum Archeologica.