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Si è svolto il terzo giorno di workshop dell’Ephemeral Arts Connection 2012 e si è iniziato a lavorare su quello che sarà il palcoscenico della performance finale.
Prima di fare un giro perlustrativo, abbiamo fatto il punto della situazione, raccolto e selezionato le prime suggestioni generate dalle visite dei giorni precedenti.
Sembrano delinearsi ad intermittenza alcuni punti saldi che ruotano attorno al concetto di “limite”.
Stimolati dalla visione di alcuni video di un’artista-performer come Marita Isobel Solberg, norvegese, che si unirà ai lavori la prossima settimana insieme ai musicisti con i quali collabora, abbiamo intavolato discussioni su come legare i vari elementi selezionati. Abbiamo anche affrontato il problema dei materiali da utilizzare e la loro funzione volta a mettere in risalto il senso dell’intera operazione.
Nel pomeriggio la Dottoressa Teresa Lucia Cicciarella, storico e critico di arte contemporanea, ci ha illustrato una sua raccolta di materiali dal titolo: “Divagazioni sul concetto di limite nell’arte concettuale“.
Il suo percorso è iniziato con una delle performer più note a livello internazionale, la polacca Marina Abramovic. Il suo apporto nel mondo dell’arte è sicuramente esemplare e si è rivelato una base da cui partire.
Ha proseguito con le slides di alcuni artisti europei, tra i quali Ali Kazma, di origine turca. Il suo lavoro più rilevante è un video, girato nel 2011, di un’istallazione, dal titolo “Absence”, allestita all’interno di una base dismessa della Nato nei pressi di Utrecht.
Il concetto di “assenza” in un luogo abbandonato e privato della sua funzione si rivela interessante e paragonabile alla location dell’area dell’aereonautica in cui stiamo lavorando.