Plastico di Mozia Giovinetto di Mozia Veduta dei mulini dello Stagnone Tramonto sullo Stagnone Opera dei pupi

Ephemeral Arts Connection 2012: 2° giorno

Data di pubblicazione : sabato, 08 settembre 2012
Pubblicato da : MarsalaTurismo
http://www.marsalaturismo.com
91025 - Marsala (TP)
Vai al reportage del 2° giorno Ephemeral Arts Connection 2012Per il secondo giorno di workshop dell’Ephemeral Ats Connection 2012 la meta scelta è stata Mazara del Vallo e precisamente ci siamo diretti al Porto, accolti dagli architetti G. Di Giovanni e G. Mulé.
La scelta di un luogo così singolare come quello del Porto di Mazara del Vallo è mirata ad analizzare un microcosmo nel quale uomini provenienti da diversi Paesi entrano in relazione. Dunque una delle dimensioni sociali in cui avviene l’incontro tra civiltà divenendo così un esemplare modello di integrazione.
Siamo andati ad analizzare più da vicino un ulteriore microcosmo: quello di un peschereccio all’interno del quale per lungo tempo individui di differente provenienza si ritrovano a condividere degli spazi angusti.
Siamo stati accolti su una di queste enormi imbarcazioni e grande è stata la nostra sorpresa nel renderci innanzitutto conto delle condizioni in cui versava il peschereccio: una struttura di 10 anni che si presentava molto più deteriorata a causa della scarsa manutenzione.
Un sopralluogo nelle varie cabine ci ha permesso di saggiare le difficoltà che possono presentarsi in viaggi lunghi anche più di due mesi. Interessante è stata la conversazione tenuta col Capitano, il quale ci ha illustrato le semplici regole che dettano una serena convivenza.
Tornati sulla terraferma abbiamo raccolto le sensazioni di questo breve viaggio con l’Ingegnere Giuseppe Pernice, coordinatore del Distretto Produttivo della Pesca COSVAP di Mazara del Vallo, il quale ci ha descritto gli obiettivi di quest’organismo presieduto dal Dott. Giovanni Tumbiolo e che da anni si impegna affinché il settore della Pesca risollevi degnamente le sue sorti. L’Ingegnere ci ha informati riguardo i 13 progetti strategici, alcuni dei quali già finanziati con fondi regionali, nazionali e comunitari, che sono rivolti all’utilizzo di nuove tecnologie per la certificazione dei prodotti ittici, per il risparmio energetico, la sostenibilità nel prelievo di gambero rosso e, per noi di particolare interesse, la valorizzazione della manodopera extracomunitaria in una prospettiva nuova di integrazione.
La pesca rappresenta la storia economica della Città di Mazara e questa deve necessariamente essere ripensata in prospettiva mediterranea, di apertura nei confronti degli altri popoli con i quali esistono da sempre numerosi legami che reclamano cura e cautela. In relazione a questo si è introdotto il concetto di “rete” da applicare al sistema della pesca, per un importante processo di internazionalizzazione attiva, come la possibilità concreta di trasferire parte della flotta peschereccia e creare una sorta di scambio, dando avvio ad una politica di salvaguardia delle risorse ittiche e, non ultimo, il mantenimento di un antico e nobile mestiere.
Approfondendo il tema dell’integrazione, ci siamo diretti verso la Fondazione San Vito Onlus, un’oasi della solidarietà dove si svolgono varie iniziative, quali ascolto, accoglienza e sostegno in favore dell’inclusione socio-lavorativa degli immigrati di prima e seconda generazione.
Padre Francesco Fiorino ci ha illustrato i molteplici obiettivi e le attività della Fondazione e non è mancato un interessante confronto con una delle donne di origine araba che lavorano nel centro.
L’organizzazione dell’EAC ha curato nei minimi particolari l’intera giornata accompagnandoci nel centro della città, in uno dei locali più noti in cui si preparano piatti tipici tunisini.
Abbiamo prolungato il nostro soggiorno mazarese tra i vicoli caratteristici e nelle varie stradine abbiamo concluso le riflessioni attivate nell’arco della mattinata.
Tornati a Marsala ci siamo diretti alla ditta Mediedil e alla Ferlegno per un primo approccio col materiale che potremo utilizzare per la performance finale nell’area antistante gli Hangars di Nervi. Anche questo appuntamento è parso fondamentale per avere una visione più completa e concreta dell’area su cui domani andremo a lavorare, con lo scopo di creare una valida connessione tra le nostre considerazioni sul tema del “limite” e il teatro della performance.