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venerdì, 22 settembre 2017 15:29:21
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Dina Caltagirone Casano

Profili di marsalesi illustri
24/12/2010
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Marsala Turismo
All'inizio del 1900, per quanto già dal 1859, con la legge Casati, fosse stato istituito l'obbligo scolastico e con la Riforma Gentile del 1923, fosse stato esteso fino al 14° anno di età, l'analfabetismo e l'inadempienza scolastica erano molto diffusi, specie nel sud.
Scuole fatiscenti, insegnanti pagati male, mancanza di mezzi di trasporto e di vie di comunicazione, pessime condizioni economiche delle famiglie, disoccupazione, arretratezza culturale, questi erano i principali elementi che caratterizzavano il quadro della società nel meridione d'Italia. Per una donna che sceglieva di lavorare nel campo scolastico, si trattava, non solo di superare vecchi pregiudizi che la relegavano al ruolo di casalinga, ma anche di affrontare grandi sacrifici.
Dina Caltagirone fu una di queste donne! Nata a Trapani nel 1904 e residente a Marsala dal 1929, iniziò la sua carriera di insegnante elementare appena ventenne e la sua prima sede fu Filicudi, piccola isola delle Eolie.
Raggiungere l'isola era già un'impresa e una volta arrivati sul posto, bisognava fermarsi per tutto l'anno scolastico, senza possibilità di tornare, di tanto in tanto, in famiglia.
Il traghetto settimanale, spesso, quando il mare era burrascoso, non attraccava e si rimaneva senza viveri.
Era necessario fare una buona scorta di farina, patate e legumi per sopravvivere. Mancava la corrente elettrica, c'erano solo candele ad olio e il lume a petrolio, e la piccola casa di pescatori dove aveva preso alloggio era umida e angusta.
Aveva una pluriclasse dalla I alla V, i bambini erano timidi, vestivano poveramente e avevano i visetti smunti, ma frequentavano volentieri la scuola, curiosi com'erano di conoscere la vita che si svolgeva al di là del loro orizzonte, fatto solo di mare, di barche e di azzurro.
La giovane maestra, consapevole che ogni bambino ha diritto allo studio, non si scoraggiò di fronte alle precarie condizioni socio-culturali dei suoi alunni, anzi il suo impegno educativo crebbe, specie nei confronti di chi era maggiormente svantaggiato, cercando di trasformare la scuola in un ambiente gratificante e formativo.

Dopo qualche anno fu trasferita a Ramacca, un paesino in provincia di Catania e i sacrifici non finirono perché nel frattempo si era sposata con mio padre, il Rag. Antonino Casano, nativo e residente a Marsala e pertanto fu costretta ad allontanarsi da casa.
Affrontava la sua giornata scolastica tra mille difficoltà, specie nei primi tempi, quando io piccolina di pochi mesi venivo affidata alle cure di una vicina di casa.
Finalmente, nel 1933, fu trasferita a Marsala in contrada san Leonardo. Furono altri undici anni di duri sacrifici. Prendeva il treno alle 6.30 del mattino, (d'inverno era buio pesto) percorreva, poi circa 3 km con la bicicletta sulla strada sterrata per raggiungere la scuola e tornava a casa alle 17.30 del pomeriggio. Eppure mai un'assenza e mai una lamentela, tanta era la sua dedizione alla scuola! Anche qui pluriclassi dalla I alla V e con più di 60 alunni.

Non esistevano sussidi scolastici, solo banchi vecchi e una lavagna ed era uno sforzo notevole assicurare a tutti, anche ai meno dotati, un minimo di formazione di base.
Quando nel 1945 ebbe la sede definitiva a Marsala nel plesso Cavour, la situazione migliorò di gran lunga, anche se per via della guerra, molti edifici scolastici erano stati distrutti e per mancanza di aule bisognava fare scuola di pomeriggio. Una volta, mi ha raccontato una sua alunna, dopo che era crollato di notte il soffitto della sua aula nel Plesso Cavour, per qualche mese, si fece venire a casa le sue alunne e fece lezione anche in giardino, perché desiderava che affrontassero gli esami di V classe ben preparate.
Era stimata da tutti, colleghi, direttori, alunni e famiglie e tutti la ricordano come una maestra molto attenta al suo lavoro, dotata di grande levatura morale, di forte senso del dovere e di ottima preparazione pedagogica e didattica.

I suoi autori preferiti furono Pestalozzi e Lombardo - Radice - dei quali cercò di diffondere i principi e i metodi, tramite conferenze che teneva ai col leghi del Circolo.
Ricoprì per molti anni il ruolo di fiduciaria, cercando di risolvere i problemi organizzativi del Plesso e promuovendo la collaborazione tra i colleghi.
Per questo, oggi festa della donna, mi è gradito ricordarla a quanti l'hanno conosciuta e apprezzata come una "maestra" che ha onorato la scuola, perché ha svolto in modo egregio l'alto ruolo culturale e formativo assegnato al docente.

Per noi familiari, in particolare, il suo esempio è stato coinvolgente e figli e nipoti abbiamo seguito il cammino dignitoso da lei percorso nella scuola.
Gliene siamo tutti grati!

Maria Casano Patti

Profili di marsalesi illustri

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